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mercoledì 4 giugno 2014

O' Saracino

Ci abbiamo riso tutti e bon, non è la prima volta che i parlamentari a 5 stelle se ne escono con affermazioni più o meno singolari: Le sirene, i microchip sottocutanei, le scie chimiche, ... mi riferisco naturalmente al "caso" del grano saraceno, che è finito in una proposta di legge 



I parlamentari dicono essere un refuso, e vabbè fingiamo di credergli.

Tuttavia mi sembra che lo schernirli per questo sia guardare il dito anzichè la Luna.

Di cosa si lamentano che lo spaghetto non è fatto completamente di grano italiano? come se il problema della contraffazione alimentare, che secondo me è un crimine gravissimo, fosse l'importazione delle materie prime. Scandalo degli ultimi giorni ad esempio è il vino da tavola spacciato per Brunello di Montalcino  



Premesso che attualmente importiamo circa 1/3 del fabbisogno italiano di grano. Noi importiamo della materia prima e creiamo un prodotto di qualità apprezzato in tutto il mondo. E' forse un problema importare materie prime? Mi sembra che il problema non sia tanto il grano saraceno quanto la spinta autarchica della proposta, in effetti c'è già stato un momimento che aveva già fatto del grano un suo simbolo di propaganda



venerdì 7 marzo 2014

Vincristina rucola e squacquerone

(sottotitolo la montagna di merda)
Prendiamo il testo X e ipotizziamo che sia il capolavoro della letteratura mondiale
prendiamo un numero molto grande di scrittori, scelti a caso tra le scimmie fisicamente in grado di battere a macchina e mettiamoli davanti una tastiera. 
Scriveranno un testo migliore del testo X?

Coi dati a disposizione ovviamente non possiamo rispondere, certo è plausibile che con un numero molto grande di scrittori possa venir fuori un capolavoro della letteratura mondiale, se il numero tendesse all'infinito anche battendo a caso sulla tastiera la possibilità esisterebbe.
Tuttavia avremmo una quantità spaventosa di testi da leggere per capire se è stato prodotto un testo migliore di X, e in mezzo a tutto questo c'è solo la possibilità che sia stato prodotto un capolavoro. 
Ci troveremmo quindi a scartabellare miliardi di pagine senza senso prima di trovare qualcosa anche di vagamente sensato. Questo è il motivo per cui le case editrici non commissionano libri alle scimmie. 
Oddio almeno non sempre. 
Lo stesso principio vale anche per la scienza, dove il fatto che vengano proposte teorie, invenzioni, terapie mediche, eccetera, per il solo fatto di esistere non confutano automaticamente quello che già sappiamo e che ha dimostrato di funzionare o spiegare un determinato fenomeno.

Eclatante fu il caso dei neutrini più veloci della luce, dovuto a un banale errore di misurazione: circolò la notizia che la cosa violava uno dei postulati della relatività di Einstein, e la comunità scientifica apprese la notizia con riserva di verificarla (come accade sempre), ma il mondo titolò "Einstein ha sbagliato" (non sto qui a spiegare perché questa cosa sia impossibile perché credo di non riuscire a renderla semplice a parole).

Ma perché chiunque si è sentito competente e si è precipitato a dare del cretino a Einstein? 
Chi si è preoccupato effettivamente di sapere ciò che Einstein ha provato? 
Un ministro della repubblica italiana si è addirittura vantato della ricerca italiana millantando un prodigioso tunnel Ginevra Gran Sasso. Ma sto divagando, scusate.
Attualmente una nota trasmissione televisiva si sta rendendo - a mio modo di vedere - ridicola sostenendo le cure "alternative" a prescindere, l'importante è essere contro la scienza ortodossa. 
Il caso Stamina ha incollato milioni di telespettatori alla tv, eppure si è dimostrato privo di validità scientifica articolo di Nature.  

Ora invece si parla di inefficacia di cure per il cancro come chemio e radioterapie, in favore della dieta vegana.
Il punto è: perché la gente ci crede? 
Per un mero problema economico la competenza costa più della incompetenza: per affermare che basta la rucola per curare il cancro non serve alcun titolo, alcuno studio, basta dirlo. Per confutarlo serve un medico, o meglio, uno specialista: un oncologo. 
Un medico specialista invece parla un linguaggio difficile da capire, per chi non ha le basi, e ha bisogno quindi di essere affiancato da un divulgatore per essere capito. 
Per confutare una panzana detta da 1 servono 2 persone, se poi chi afferma che la rucola cura il cancro continua a sostenere la sua linea di pensiero, negando la competenza altrui, servono altri specialisti per confermare la cosa... e così all'infinito. 
Confutare una scemata e rendere la cosa semplice da capire richede un'altissima competenza, affermarla invece no, perché basta portare un caso che sembri provarla.
La logica alla base di questo articolo si basa sul "post hoc ergo propter hoc" (dopo di questo quindi a causa di questo). Per meglio spiegare: l'affermazione 
"mio cugino mangiando rucola tutti i giorni, è guarito dal cancro, la rucola cura il cancro" 
ha la stessa validità di 
"coloro un palla di giallo e la lascio, la palla cade, la vernice gialla fa cadere le palle".

In questo pezzo non si è parlato di statistica, fisica, medicina ma di comunicazione, anche se mi rendo conto che molti non arriveranno a leggere questa frase. 
Vorrei semplicemente dirvi: documentatevi un minimo prima di condividere(anche questo articolo), altrimenti siete scimmie che battono su una tastiera.


lunedì 14 ottobre 2013

La legge è uguale per gli altri

Abstract: Questo articolo non vuole parlare di Berlusconi, insomma state calmi.
Introduction:
Da quando il Presidente della repubblica ha parlato di un atto di clemenza per i detenuti, nella rete c'è una ridda di commenti indignati sia pro che contro, vorrei contribuire ad aumentare l'entropia con il mio.
Quando uno stato viola sistematicamente i diritti di suoi cittadini o ospiti, con che diritto può condannarli per un reato? In uno stato nel quale il 40% dei detenuti è in attesa di giudizio, liberare parte dei detenuti si chiama davvero clemenza? O è solo giustizia
Io sono favorevole ad un atto di giustizia, ma non voglio essere ipocrita, penso che le persone che sono in galera per la maggioranza meritano la galera, ma non di sicuro la tortura di vivere in 3 metri quadrati a persona. Ritengo che la "clemenza" ogni 6-7 anni non sia una soluzione, se lo scopo della detenzione è a quanto si dice la rieducazione, che razza di lezione è "tra un paio d'anni tanto si condona". Non penso che neanche la costruzioni di nuove carceri per far fronte all'emergenza sovraffollamento sia una soluzioni per ovvi problemi economici, sta gente va rieducata ma rieducarla in carcere costa caro (pare 3300 euro al mese) e di certi aumentando strutture, servizi di custodia e logistici non farà diminuire il costo pro capite.
Conclusion:
Dove sta quindi questa soluzione? Chiaramente non pretendo di averne una, che soprattutto accontenti tutti, ma la mia idea è quella di limitare al minimo la detenzione preventiva, in maniera da ridurre quel 40% di detenuti che per la legge italiana non sono ancora colpevoli, e qui la mia critica va più al potere giudiziario che a quello legislativo.
Se quindi i detenuti devo pagare per i reati che hanno commesso, perché lo stesso non lo fa lo stato, per quei cittadini che lui stesso non ritiene colpevoli